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20.03.2020

La risposta all’emergenza

Aperti i dieci servizi residenziali, sospese le attività diurne

L’emergenza sanitaria per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 ha inevitabilmente interessato anche la nostra cooperativa. Solidarietà e Servizi si è fin da subito attivata per adottare i comportamenti e le prescrizioni indicate nei diversi decreti che sono stati approvati, facendo propria la raccomandazione - diventata un obbligo da rispettare - a limitare gli spostamenti e a restare in casa. Le quattro aree che rappresentano l’operatività della cooperativa sono state interessate a diversi livelli: sono stati chiusi alcuni sevizi che, sulla base della normativa, non potevano più proseguire l’attività, altri sono stati limitati, mentre le comunità socio sanitarie e gli appartamenti protetti hanno potuto proseguire. L’impegno di Solidarietà e Servizi è sempre stato fin dal’inizio a muoversi nel rigoroso rispetto di quanto previsto di volta in volta dai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e nell’assicurare un’operatività che potesse garantire la sicurezza degli operatori e degli ospiti. Al momento non sono starti registrati casi di positività tra il personale, gli operatori e gli ospiti della cooperativa.

Ad un mese dall’esplosione dell’emergenza sanitaria, Solidarietà e Servizi ha provveduto a sospendere i servizi scolastici, tutti i centri diurni, i centri socio educativi e i servizi di formazione all’autonomia. Alcuni servizi domiciliari, per la loro importanza nell’assistenza alla persona, sono rimasti attivi, così come le attività finalizzate all’inserimento lavorativo. Tutto il comparto residenziale non ha subito alcuna interruzione: continua ad essere pienamente operativo tutto il mondo del Dopo di Noi (comunità, residenze  e appartamenti protetti). E non poteva essere altrimenti perché rappresentano la casa per le persone delle quali ci prendiamo cura, quel domicilio - cui tutti indistintamente - veniamo invitati a non lasciare. La chiusura dei centri diurni e degli SFA ha però richiesto una riprogrammazione e un potenziamento delle attività all’interno delle dieci strutture residenziali: grazie al supporto di educatori e operatori, è stata messa in atto una serie di iniziative che permette agli ospiti di trascorre del tempo in modo qualificato, compatibilmente con quello che il contesto può offrire.

Solidarietà e Servizi ha dovuto chiudere le strutture, ma è rimasta sempre in ascolto: si potrebbe chiamare smart working, ma per la nostra cooperativa è qualcosa di più. Vicinanza, ascolto e condivisione con le famiglie hanno trovato nuova vita negli strumenti digitali, attraverso una mail, una telefonata o un semplice messaggio.

È un’emergenza che Solidarietà e Servizi sta affrontando insieme.