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20.03.2020

#IORESTOACASA: così è cambiata la vita nelle Comunità e negli Appartamenti Protetti

Diario dal mondo del Dopo di Noi tra abitudini rimodulate e una nuova quotidianità

Una quotidianità completamente rivista e abitudini che sono state rimodulate sulla base delle nuove esigenze, mettendo sempre al centro la persona. Le Comunità di Solidarietà e Servizi hanno risposto con prontezza e grande disponibilità all’appello #IORESTOACASA per contrastare la minaccia del Corona Virus.

Le due Comunità Socio Sanitarie di Milano, quelle di Fagnano Olona e di Cassano Magnago, l’housing “Via dei Liguri” a Pavia e gli appartamenti protetti “Dopo di Noi” e “CasaLab” di Bergoro, “Castiglioni” di Busto Arsizio e “Gandolfi” di Legnano, Servizi che nel complesso accolgono oltre 60 persone con diversi tipi di disabilità e fragilità, si sono trovate rapidamente a dover cambiare ogni cosa: stessi spazi, ma ritmi diversi. «Con la chiusura dei Centri Diurni abbiamo rivisto l’organizzazione e i tempi, cercando di andare a proporre nuove attività che, in un certo modo, potessero riprendere quelle che erano le abitudini delle settimane precedenti», racconta Valentina Bogani, coordinatrice della Comunità socio sanitaria di Fagnano Olona e degli Appartamenti protetti di Bergoro e Busto Arsizio. «Da una quotidianità scandita da attività lavorative o dalle iniziative proposte nel Centri diurni siamo passati a dover riorganizzare l’intera giornata all’interno delle case. La prima azione è stata quella di dare stabilità: ovvero creare degli appuntamenti fissi, abituare gradualmente a nuovi ritmi, garantendo continuità nelle relazioni con gli educatori, elemento decisivo per stare di fronte alla comprensibile ansia suscitata da questa situazione. Elemento importante, il coinvolgimento di alcuni operatori dei Centri diurni che hanno portato nelle nostre Comunità la loro esperienza; hanno portato materiali e attrezzature così da poter organizzare laboratori creativi. Dove, come a Bergoro, c’è un giardino, è stata approntata anche un’attività per la manutenzione del verde». Tutti si sono dati da fare. E persino chi ha sempre coltivato la sua passione per la musica, ha preso chitarra e canzoniere e li ha condivisi per creare un nuovo momento di canto insieme. Prosegue: «Il ritmi della giornata si alternano tra le normali incombenze casalinghe, quali ad esempio fare il letto e tenere pulita la casa, e le attività “ricreative” con uno spirito che ci vede insieme ad affrontare questo momento di difficoltà». La risposta corale è diventa forza nel rimescolare le carte e rimettere in gioco abilità, competenze e abitudini. «Gli operatori dei centri diurni sono entrati in contatto con le realtà del residenziale, con grande disponibilità e flessibilità - conclude Bogani - e, come sempre accade nelle situazioni più delicate, è sempre la persona, con la propria professionalità e umanità a fare la differenza».